Bea Zanin EP

by Bea Zanin

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about

Questo è il primo lavoro autoprodotto di Bea Zanin, cantante e performer polistrumentista torinese.
L'EP contiene quattro canzoni, caratterizzate da sonorità che spaziano dall'elettronica anni '80-'90, al pop alternativo italiano e la musica classica. I testi sono in italiano, e le melodie orecchiabili si snodano polifonicamente. I suoni artificiali e talvolta acidi dell'elettronica sono mitigati dal forte contrasto dato dall'utilizzo di cori lirici e del violoncello, suonato dalla stessa Bea. I brani sono stati registrati nel 2013 da Michele Pachelo Tosco, presso il Mulino Mause House Studio di Collegno e presso il Gulp Studio di Torino, e vantano la collaborazione di due giovani cantanti lirici: Eleonora Maag e Renzo Xiaoyu Ran. L'EP è stato Mixato da Matteo Sandri, presso Il Mono Studio di Milano.

credits

released October 24, 2014

Musica: Bea Zanin
Testo: Bea Zanin
Arrangiamento: Bea Zanin
Voce: Bea Zanin
Voci liriche in "Mistery Boy" e ne "I Limiti": Eleonora Maag, Renzo Xiaoyu Ran
Violoncello in "Anni": Bea Zanin

Sound engineer: Michele Pachelo Tosco
Recording: Michele Pachelo Tosco presso Mulino Mause House di Collegno (TO) e presso Gulp Studio di Torino.
Mix and Mastering: Matteo Sandri presso Il Mono Studio di Milano.

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Bea Zanin Torino, Italy

Cantante e autrice polistrumentista.

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Track Name: Plaza Victoire
Plaza Victoire
Mi hanno detto che ci sono molti bar

Plaza Victoire
Una volta ci compravi da fumar

In Plaza Victoire

Plaza Victoire
Mi hanno detto che ci vivono le star

Plaza Victor
Ti puoi bere un Martini nei dehor

Io ci sono affezionata
A questa città grigia e dorata
Anche se non ci son nata

E mi guardo il fiume
E poi scorgo come
Scorra un caos lieve
Lieve
Anche in Plaza Victoire

Coro: La la la la
Track Name: Anni
Ehi,
Quali sono questi anni che non vuoi?
Quali sono questi anni che non puoi buttare via,
Ma che hai già bruciato via?

Hai
Già coscienza che quei danni almeno un po'
Son serviti per plasmare quel che sei in questa vita
Che tu hai disconosciuta?

RIT. È difficile risorgere da qui,
Ma ora smetti di nasconderti così,
Meglio tardi che mai,
Meglio anni che mai;
È possibile risolvere da qui,
Ma ora smetti di tirarti indietro, sì,
Meglio tardi che mai,
Meglio anni.

Sai,
Sono anni in cui non sei uscito mai,
Sono anni in cui non sei riuscito a stare in compagnia
Se non con malinconia.

Dai,
Quali sono questi anni che mi fai
Un buon prezzo per scambiare con i miei che credi degni,
Ma che sono solo anni?


RIT. È difficile...

SPECIAL: In fondo ogni anno è perso,
E non di pende dal successo.
Sono in molti a pensare spesso
Ai propri anni col rimorso
Di aver sprecato troppo tempo
A cercar di sabotarsi dentro,
E chi invece non ci pensa sta vivendo appieno gli anni

Quegli anni che non vuoi
Quegli anni che non puoi

Anni
Track Name: Mistery Boy
Non parli mai
Sai dire solo “Bye-bye”
E poi non dici neanche dove vai.

Non ridi mai
Sai dire solo “Ma dai”
E non mi hai detto neanche come stai.


RIT. Hey, Mistery Boy
Mi faccio i fatti tuoi,
Mistery Boy,
Se tu vuoi farti i miei


Non mi guardi mai
Fai solo un cenno di ok
Tant'è che a volte penso che sei gay.

Non balli mai,
Sai dire solo “Vai vai”
E non so neanche quanti anni hai.

RIT. Hey, Mistery Boy...

SPECIAL: Abla amigo mio,
Che se aspetti che ablo io
Non si va da nessuna parte
E stiamo a casa a giocare a carte

RIT. Hey, Mistery Boy...
Track Name: I Limiti
Il gabbiano sta sul limite
È lo scienziato
Scruta la limpidezza mite
Ma dov'è stato?
A segnare l'inconfine
dell'Adriatico stanco
Ora si chiede dove sia
Dove sia la borghesia

Dove sia la borghesia
Dove sia
Dove sia

RIT. I Limiti del mio linguaggio
sono i Limiti del mio mondo
lo dirà Wittgenstein
lo dirà, lui ne sa

I Limiti del mio mondo
sono i Limiti del mio linguaggio
lo dirò
perché so
come sto
quando non riesco a parlare più.

Libertà nel movimento
Niente indugio sul momento
Limite come punto di partenza
Senza tempo, senza colpa
Santa pazienza
Pura volontà nietzschiana di potenza

di potenza
di po
di po

RIT. I Limiti...

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